Visita alle cantine dei Feudi di San Gregorio e pranzo da Marennà

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Era un lunedì mattina di fine inverno, poco meno di un mese fa, quando ho avuto la fortuna di visitare, insieme ad uno sparuto gruppo di enoappassionati partiti dall’Enoteca Mozart ad Arienzo (CE), le cantine de I Vini dei Feudi di San Gregorio a Sorbo Serpico (AV) e di pranzare nel famoso ristorante Marennà.

Il nostro viaggio è iniziato a metà mattinata, il tragitto preferito: a sud del Parco del Partenio per la provincia di Napoli percorrendo l’autostrada A16 invece che a nord attraverso la provincia di Benevento, 10 Km in più ma 10-15 minuti di tempo in meno.

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Accoglienza e Visita alle Cantine

Il viaggio è stato piacevole ed in circa un’ora siamo arrivati a destinazione, il panorama che ci si è aperto davanti: mozzafiato. Per me è stata la prima volta che visitavo un’azienza vitivinicola irpina, nonostante vivo a così pochi chilometri di distanza.

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La struttura, disegnata dall’architetto giapponese Hikaru Mori con il marito Maurizio Zito, che ospita le cantine, il winebar, gli uffici ed il ristorante Marennà è moderna ma si integra perfettamente col paesaggio montuoso-collinare del monte Serpico.

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Monte Serpico

Monte Serpico

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L’accoglienza in azienda è stata delle migliori, inizialmente ci hanno fatto visitare il giardino delle spezie ed il roseto che ricoprono quasi interamente il tetto della struttura. Poi ci hanno giudato all’interno, nelle cantine, dove abbiamo potuto constatare quanto minuziosamente viene conservato il vino e come la tecnologia viene in aiuto della tradizione. Durante la visita la nostra guida ci ha raccontato la storia e illustrato l’etica dell’azienda condendo il tutto con aneddoti e curiosità.

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Il roseto sul tetto della cantina e particolare del ristorante Marennà

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Interno delle cantine

Degustazione e Aperitivo

A questo punto siamo saliti da Marennà dove abbiamo potuto partecipare ad una degustazione dei quattro migliori vini bianchi dei Feudi di San Gregorio: Serrocielo Falanghina del Sannio DOC, Pietracalda Fiano di Avellino DOCG, Cutizzi Greco di Tufo DOCG, e il bianco di punta Campanaro un “blend” di Greco e Fiano tutti dell’annata 2013.

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I primi due li avevo già provati in altre occasioni, non amo particolarmente i bianchi che bevo praticamente solo durante degustazioni, non sono assolutamente bravo a coglierne le differenze quando li provo in sequenza, men che meno a distanza di tempo. Quello che vi dirò su questi vini è quanto mi torna alla memoria aiutato dai pochi appunti presi.

Cutizzi Greco di Tufo DOCG 2013: note fruttate di mela e pera, fresco e acidulo.
Pietracalda Fiano di Avellino DOCG 2013: fiori ed agrumi, morbido e fresco.
Serrocielo Falanghina del Sannio DOC 2013: frutta e fiori bianchi, fresco e spigoloso, versatile.
Campanaro 2013: frutta a pasta bianca, fresco, acidulo, spigoloso, minerale, complesso e ben strutturato.

Per quanto riguarda i voti non posso essere troppo specifico dato che è passato un po’ di tempo e mi piacerebbe recensirli singolarmente ancora, siamo però sicuramente poco sopra agli 80/100 per i tre “selezione” e fra gli 85 ed i 90 per il Campanaro.

Dopo la degustazione siamo passati all’aperitivo/antipasto con due dei tre spumanti DUBL, quello di Falanghina ed il rosato di Aglianico. Non abbiamo assaggiato il DUBL + di Greco che però avevo già provato in un’altra occasione. Non mi soffermerò molto sulle “bollicine”, non ne sono amante, ho apprezzato un po’ più il rosè, secco e profumato con piacevoli note di frutti rossi acerbi, voto intorno a 75-76. Lo spumante di Falanghina l’ho trovato un po’ troppo frizzante, come voto gli darei 68-70.

Pranzo “Vegano” da Marennà

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Due vegani ed una celiaca in un gruppo di 10 persone bastano per creare il panico nella cucina di un qualsiasi ristorante, da Marennà non è stato così. Anzi tutto è filato liscio e a noi “diversi” hanno riservato un trattamento speciale.

Durante il pranzo ho prestato particolare attenzione ai vini, un po’ meno alle pietanze, ma cercherò di ricostruire tutto, purtroppo non ho tutte le foto, ma gli abbinamenti coi vini li ricordo tutti.

antipasto-pomodoro Come antipasto, con lo spumante rosè di aglianico, per preparate il palato, ci hanno servito un sugo semplice di pomodoro con scaglie di pane abbrustolito. Il primo vero antipasto invece è stato una vellutata di scarola con una spuma d’aglio al centro (per perfezionare il tutto) a cui hanno abbinato un vino bianco, un sauvignon blanc, che sinceramente non mi è piaciuto… troppo “piscio di gatto“, ma dato che non era prodotto dall’azienda in questione, meglio non approfondire, così non facciamo arrabbiare nessuno.

Poi si è passati ad un ottimo risotto di carciofi, probabilmente c’era dell’altro dentro ma sinceramente non ricordo, uno dei migliori che abbia mai assaggiato ed abbinabile già ad un vino rosso di una certa importanza. Infatti ci hanno servito, a questo punto, Sirica, prodotto dall’omonimo vitigno autoctono riscoperto da Feudi già annoverato da Plino nel 75 a.c. fra le uve coltivate in Campania.

sirica-2012Ma non c’è niente o quasi in comune con l’Aglianico, infatti dalle analisi del DNA delle piante ultracentenarie presenti nell’area del Taurasi sono stati trovati elementi di Refosco, Teroldego (entrambi provenienti dal nordest Italia) e anche di Syrah.

L’annata provata era la 2012, la seconda messa in commercio dopo le 2000 bottiglie della 2011, nonostante questo Sirica si è rivelato essere un vino ben strutturato e complesso, morbido al palato e con intensi profumi di frutti rossi ben maturi, spezie e tabacco. Mi è piaciuto molto e dato il rapporto qualità/prezzo (si trova in enoteca intorno ai 15€) e la storia che c’è dietro da raccontare, lo ricomprerei volentieri. Come valutazione gli darei un generoso 85, gli ho dato 3,5 stelle su Vivino, ma è obiettivamente vicino alle 4.

serpico-2010Subito dopo Sirica ci hanno versato Serpico annata 2010, l’aglianico di punta dei Feudi di San Gregorio, che prende il nome dal monte che sovrasta il comune di Sorbo Serpico (appunto) e le strutture aziendali. Si tratta del secondo vino più pregiato dell’azienda, dopo Patrimo (che purtroppo non abbiamo assaggiato, unica 😉 nota dolente della giornata), e lo si vede già dalla bottiglia satinata, come per il Campanaro, dai riflessi dorati.

Un vino dagli intensi profumi di frutti rossi di bosco; potente, complesso e strutturato, molto tannico. Un tipico Aglianico, chi non lo ha apprezzato è perché non apprezza il vitigno quindi dovrebbe preferirne qualcuno di più facile beva. Come voto gli darei 88, forse le mie aspettative su Serpico erano troppo alte e avrei potuto dargli qualche punto in più, ma il prezzo è forse un po’ eccessivo, siamo infatti intorno ai 40€. Su Vivino l’ho votato 4 stelle piene.

Ed ecco, immagino, nella testa degli onnivori, prendere forma la fatidica domanda, ma con cosa abbini un vino come Serpico se non con arrosti o cacciaggione o formaggi stagionati? Niente paura, il mondo vegetale ci offre qualcosa di meglio e gli chef di Marennà hanno saputo ben interpretare le caratteristiche di questo vino. Il risultato? Un tortino di patate speziato con rosmarino, pepe (mi pare di averlo percepito, ma forse c’era anche dell’altro), tartufo e contorno di scarola. Ma non dico altro, vi lascio semplicemente la foto.

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privilegio-2013-feudiCome degna conclusione di un pranzo come questo non poteva mancare il dolce, a noi vegani hanno portato un buonissimo sorbetto di fichi d’india, che dire, uno dei miei frutti preferiti. Al dolce ovviamente bisogna abbinare un vino da dessert, e quindi non poteva manchare, in chiusura Privilegio 2013 un passito di Fiano non esageratamente zuccheroso e dai tipici sentori di uva passa, miele e forse datteri.

Conclusioni

Feudi di San Gregorio è un’azienda di eccellenza campana che mi ha fatto molto piacere conoscere all’interno. Ben strutturata, attenta alla tradizione del territorio irpino ed allo stesso tempo alla ricerca di innovazioni e tecnologie per migliorare i processi produttivi e non solo.

Marennà mi ha stupito, non credevo riuscisse a gestire con tanta facilità e con estremo successo le, non solo mie, esigenze alimentari vegane e celiache. Si merita un giudizio di eccellenza solo per questo, ma dato che il cibo che abbiamo mangiato era anche buono e raffinato il voto che posso dargli è un 97. Uno dei posti migliori dove abbia mangiato sia da onnivoro prima che da vegano ora. Un posto dove ritornare volentieri.

In chiusura ci tengo a dire che “I Vini dei Feudi di San Gregorio” sono prodotti SENZA l’aggiunta di additivi di origine animale, sono da considerarsi quindi vegan. Questa è un’informazione che ho appreso ufficiosamente, spero quindi che l’azienda voglia ufficializzare quanto prima la cosa.

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Sito Ufficiale: feudi.it

Nota sui Voti

Dato che siamo ancora all’inizio e dato che chi è nel campo del vino da tempo potrebbe pensare che questi siano voti bassi (infatti l’estenzione della scala, col tempo, è andata restringendosi così che un vino poco al di sotto dei 70 è considerato “difettoso”, vicino agli 80 addirittura “appena sufficiente”) ci tengo ancora a precisare che su Cicciobacco non è così.

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